PRO LOCO DI MANIAGO

Sede: Via Umberto I, 4 – 33085 Maniago (PN)
Recapito telefonico: 0427 730779
E-mail: promaniago@libero.it
Facebook: Pro Maniago
IAT Maniago: 0427 709063

Presidente: Pattanaro Francesco
Vice Presidente: D’Andrea Paolo
Segretario: Patrizio Vera
Tesoriere: Petozzi Sara
Consiglio direttivo: Farro Andrea, De Paoli Liliana, Venier Romana, Zilli Ornella, Bomben Ilaria, Nonis Maria Pia, Mazzoli Elena


 

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Breve storia del Comune :

il primo documento che riporta il nome di Maniago (nome di origine latina con suffisso celtico-aco, forse terra di Manilius ) è il diploma dell’imperatore Ottone II di Sassonia destinato a Rodoaldo, patriarca di Aquileia, attraverso il quale viene confermato nel 981 il possesso di alcune terre tra cui la “ Cortem que vocatur Maniacus ”. Alla fine del XII secolo risalgono le prime testimonianze relative alla famiglia Maniago, che tuttavia è solo una delle famiglie che vivono nel castello; nel 1335 Galvano, Signore di Maniago, ottenne dal patriarca Bertrando la piena giurisdizione sul castello. Tre anni più tardi i nobili maniaghesi acquistarono dal monastero di Millstatt i diritti su Maniago Livri, raggiungendo in tal modo l’importante confine rappresentato dal corso del Cellina.

Del 1380 è la pubblicazione dello Statuto Comunale, in tutto circa ottanta articoli, che fanno riferimento ad assemblee di capi-famiglia che si riunivano sotto la pubblica loggia per discutere e decidere di affari riguardanti la comunità.

Nel 1420 Maniago subì un pesante assedio che si concluse il 5 giugno con la resa del Conte Bartolomeo alla Serenissima. Nel lungo periodo di possedimento veneziano, circa quattro secoli, Maniago si sviluppò notevolmente nelle attività artigianali e nel commercio, divenendo, per la sua peculiare arte fabbrile, “l’armeria della Serenissima”.

Il 1453 è l’anno a cui si fa risalire l’inizio della storia delle coltellerie nel maniaghese: il Conte Nicolò chiese al Magistrato delle Acque di Venezia di poter convogliare in una roggia le acque del Colvera. Così vennero costruiti lungo la roggia diversi opifici e laboratori di fabbro. Dopo i periodi napoleonico ed austriaco, con la fine della Terza Guerra d’Indipendenza, il 21 ottobre 1866 Maniago venne annessa al Regno d’Italia. Fino alla Prima Guerra Mondiale la vita politica locale fu in mano ai Conti Attimis Maniago. Furono anni di difficoltà economiche che causarono una forte migrazione verso paesi esteri. Il secondo dopoguerra porta Maniago ad una lenta ricostruzione politica, economica e culturale che, come per il resto del Paese, avrà i maggiori risultati dagli anni ‘60-’70 in poi.

L’Associazione :

fondata nel 1968, l’associazione Pro Maniago favorisce ed incrementa le attività tendenti alla valorizzazione delle risorse turistiche, culturali, sportive ed artistiche con particolare riferimento agli aspetti ambientali, storici, archeologici e paesaggistici del territorio. Organizza numerose iniziative, particolarmente nel periodo estivo, con “Maniago in Festa”(luoghi musicali, cinema all’aperto, teatro per ragazzi, teatro cabaret, chioschi enogastronomici), e in quello natalizio.

 

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Cosa vedere:

Castello: Del maniero rimangono oggi solo alcuni ruderi che dominano l’abitato e sono ben visibili, tra la vegetazione, dal centro del paese. Di esso non si hanno informazioni precise, ma si suppone sia stato costruito durante l’XI secolo. Il restauro conservativo messo in atto dopo il sisma del 1976 permette di cogliere la probabile disposizione sia delle varie stanze degli edifici oggi rimasti sia delle quattro torri interne in difesa delle mura e di supporre, sulla base di antiche ricostruzioni, dove si trovassero il Palazzo Patriarcale, le carceri, la forca per le impiccagioni dei condannati e la Antica Chiesa di San Giacomo. Questa si trovava al centro del cortile interno e va distinta da una seconda chiesetta dedicata al Santo, risalente al 1291 e situata all’esterno del castello. Si tratta dell’unico edificio intatto nel complesso del castello, contenente un pregevole dipinto che ritrae il Santo, che ospita le spoglie dei locali feudatari.Il castello fu devastato dal terremoto del 1511 e poi definitivamente abbandonato nel corso del ‘600.

Piazza: Piazza Italia, un tempo detta Piazza Maggiore, è una delle più grandi di tutto il Friuli ed è da sempre il cuore pulsante della comunità maniaghese. Ha il suo centro nella monumentale fontana ed accoglie intorno a sé gli edifici più importanti della città: il Duomo di San Mauro, la fontana, la Loggia, il Palazzo d’Attimis, la Chiesa dell’Immacolata.
Duomo: Dedicato a San Mauro Martire, vescovo di Parenzo, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura tardo-gotica friulana. L’edificio risale al 1488, anche se alcune pietre lavorate in bassorilievo sulla facciata sono databili all’VIII secolo e fanno supporre la presenza di un precedente luogo di culto. La semplice facciata a capanna è arricchita dal rosone cetrale, contornato da una spessa cornice dentellata unita al sole raggiante centrale da 18 archetti trilobati. Linterno del duomo si presenta ad unica navata con tre cappelle absidali e quattro laterali. La torre campanaria, a basa quadrata, è più o meno dello stesso periodo del duomo e misura 36 metri di altezza.

Fontana: realizzata in pietra d’Aviano risale al 1846-1847 su progetto del maniaghese Luigi Marsoni, presenta una base ottagonale, con quattro vasche semicircolari e quattro scalinate orientate secondo i punti cardinali.

Loggia: costruzione del 1661, in sostituzione di un precedente edificio collocato al centro della piazza e andato distrutto nel tempo. La loggia fu sede del tribunale e del mercato. Oggi è per i maniaghesi il monumento in ricordo dei Caduti di Tutte le guerre.
Palazzo d’Attimis: facciata recentemente restaurata che dà sulla piazza ed in particolare la Loggetta risalente al XVI secolo. L’affresco raffigurante il Leone di San Marco, che tiene sotto la zampa lo stemma del casato maniaghese, è attribuito a Pomponio Amalteo che dipinse l’opera per ordine della Serenissima nel 1570, corredandola di iscrizioni, ormai poco leggibili, che testimoniano i buoni rapporti tra Venezia e i conti di Maniago: “Al tuo gran regno alla tua eccelsa sede, pria che soggetta io mostrai la fede”.

Chiesa dell’Immacolata Concezione o Chiesetta della Madonna: in stile neoclassico risale al 1778, ma si hanno testimonianze di un precedente edificio di culto che sarebbero confermate da un documento del 1411 e dalla lapide tombale ben visibile all’interno recante la data 1628.

Filanda: costruita all’inizio degli anni ’20 allo sbocco della Val Colvera, si tratta di una struttura massiccia, con finestre verticali molto ampie, un tempo affiancata da un’alta ciminiera eliminata dopo il sisma del ’76. Considerato il valore storico dell’edificio, la filanda è stata oggetto di un importante restauro e attualmente ospita il Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie e la sezione del Museo Provinciale della Vita Contadina “Diogene Penzi”.
Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie: inaugurato nel 1998 , al suo interno è stata ricostruita attraverso oggetto storici l’evolizione della tecnologia fabbrile dalle sue origini alla metà del secolo scorso. Nello stesso edificio sono allestite le sezioni della lavorazione del ferro e del legno del Museo Provinciale della Vita Contadina.
Per informazioni: Ufficio cultura del Comune di Maniago 0427 707 223.

Il Teatro Comunale Giuseppe Verdi: dopo diversi anni di chiusura per lavori di restauro, il teatro è ufficialmente “rinato” il 7 luglio 2000. L’edificio, che faceva parte del palazzo veneziano di via Umberto I, era inizialmente una filanda, il setificio a vapore Giuseppe Zecchin fu Lorenzo. Ai primi del ‘900 la filanda cessò la sua attività e la sala divenne Circolo del Dopolavoro per le prime proiezioni cinematografiche e per le feste da ballo. L’attività teatrale si consolidò tra gli anni ‘60 e ‘80.

 

 

Ospitalità:

Pizzeria “Al Caminetto”  – Via Mazzini, 22- tel. 0427 71910
Ristorante “Al Cacciatore” – Via Piave, 38- tel. 0427 71013
Trattoria “Alla Casasola”  – Via Piave, 57- tel. 0427 540228
Pizzeria” “Alla Miniera”– Piazza Italia, 55- tel. 0427 71095
Pizzeria “La Taverna” – Largo S.Carlo, 4- tel. 0427 730849
Pizzeria “Da Mario” – Via Pordenone, 81- tel. 0427 71390
Albergo Ristorante “Eurohotel” – Viale della Vittoria, 3- tel. 0427 71432
Trattoria “La bigolera” – Via Manin, 1- tel. 0427 72166
Albergo “Leon d’Oro” – Piazza Italia, 2 – tel. 0427 71118
Albergo “Montenegro” – Piazza Italia, 47- tel. 0427 700337
Osteria “Vecchia anima” – Via Castello, 10- tel. 0427 730583
Pizzeria “Antica Coltelleria” – Via Battiferri, 27-  tel. 0427 700664

Come arrivare:

Da Venezia: Prendere l’autostrada A27 in direzione Belluno e imboccare l’A28 Conegliano-Portogruaro in direzione Portogruaro. Uscire allo svincolo di Fontanafredda  e seguire le indicazioni per Roveredo in Piano. Proseguire sulla SR251 e poi sulla SP 19 seguendo le indicazioni per Maniago.

Da Pordenone: Prendere la SR 251 e poi SP19 seguendo le indicazioni per Maniago.

Da Udine:  Prendere la SS 464 per Spilimbergo- Maniago.

Da Trieste: Si prende l’autostrada A4/E70 con direzione Udine. Dopo l’uscita Udine/Tarvisio  si prosegue sull’autostrada A23/E55 e si esce allo svincolo di Udine Sud proseguendo poi sul raccordo Ss13-A23. Si imbocca la SS464 per  Spilimbergo-Maniago fino al raggiungimento della destinazione.

 

 

 

 

MANIFESTAZIONI 2017 – MANIAGO

 

 

 

 

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